L'opera sarà consegnata entro la fine di giugno VISITA OGGI AL NUOVO CARCERE DI SPINI DI GARDOLO Visita alla nuova casa circondariale di Trento a Spini di Gardolo, che sarà consegnata entro la fine di giugno, l'opera verrà quindi consegnata con circa un a
Carceri ‘incandescenti’, la denuncia del SAPPE: Nel Distretto penitenziario del Triveneto, nel solo primo quadrimestre del 2024, sono stati registrati una marea di eventi critici tra le sbarre delle carceri: 257 resistenze ed ingiurie, 14 proteste collettive rumorose con battitura, 13 rifiuti di riento in cella. Ben101 i poliziotti feriti con prognosi fino a 7 giorni, 3 dei quali con prognosi di oltre i 20 giorni”.

Aggrediti poliziotti penitenziari

 
Nella Casa circondariale di Spini di Gardolo di Treno, ieri pomeriggio, un detenuto di origine italiane ha aggredito improvvisamente prima un poliziotto penitenziario, colpendolo con schiaffi al viso, e poi anche un secondo collega, intervenuto in aiuto del primo, sempre con degli schiaffi e pugni al volto”. Sui fatti riferisce Massimiliano Rosa, segretario provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Il detenuto pretendeva, senza motivo e senza essere autorizzato, di essere spostato di cella senza motivo, rifiutandosi di entrare in quella in cui era ristretto”, spiega il sindacalista del SAPPE. “Alterato, si scagliava proditoriamente contro il poliziotto, dapprima spingendolo e poi colpendolo violentemente al volto e collo. Visto l’evento, un secondo collega interveniva in soccorso del malcapitato ma il detenuto, con inaudita violenza, si scagliava contro il secondo collega colpendolo a schiaffi, pugni e spintoni”. Rosa spiega che i due poliziotti penitenziari sono poi stati accompagnati all’ospedale Santa Chiara di Trento per le necessarie cure a seguito delle lesioni subìte: ad entrambi sono stati certificati i 7 giorni di prognosi s.c. a causa dei violenti colpi subito, sono stati applicati collari al collo, aggiungendo che “il SAPPE esprime vicinanza, solidarietà e augura ai colleghi una pronta guarigione”.
Per Donato Capece, segretario generale del SAPPE, “occorrerebbe che i detenuti violenti, che pensano il carcere come luogo di villeggiatura dove poter commettere reati, vengano trasferiti immediatamente fuori regione. Negli ultimi tempi stiamo assistendo ad un cambiamento sociale, dove il male è visto come bene e viceversa, dove all’esterno del carcere il reato è cattivo ed all’interno chi ha commesso reato sia buono. È giunto il momento di dire basta al finto buonismo, I detenuti che trasgrediscono le regole o peggio ancora che aggrediscono la Polizia Penitenziaria devono essere perseguiti a norma di legge ma soprattutto scardinati dal contesto ove si sentono appoggiati da altri reclusi amici e quindi forti di questo, non esitano a commettere altri reati”. Per questo, evidenzia il leader nazionale del SAPPE, “Il Dipartimento dell’amministrazione Penitenziaria e gli organi Statali preposti devono assumersi le responsabilità ed attuare, ognuno per la parte di propria competenza, azioni mirate   a dare garanzia di intervento al corpo di Polizia penitenziaria che opera nell’ultima trincea della giustizia. Il SAPPE valuterà ogni forma di tutela, anche in sede giudiziaria, dei colleghi aggrediti e minacciati”.
“Bisogna intervenire con celerità, a tutela dei poliziotti penitenziari, orgoglio non solo del SAPPE e di tutto il Corpo ma dell’intera Nazione”, evidenzia Capece, che fornisce cifre allarmanti: “Nel Distretto penitenziario del Triveneto, nel solo primo quadrimestre del 2024, sono stati registrati una marea di eventi critici tra le sbarre delle carceri: 257 resistenze ed ingiurie, 14 proteste collettive rumorose con battitura, 13 rifiuti di riento in cella. Ben101 i poliziotti feriti con prognosi fino a 7 giorni, 3 dei quali con prognosi di oltre i 20 giorni”. Torna quindi a sollecitare “provvedimenti urgenti”, a cominciare da “un inasprimento di pena per i detenuti che aggrediscono il personale di Polizia Penitenziaria durante la permanenza e l’espiazione di pena in carcere”. “Serve, forte ed evidente, la presenza dello Stato, che non può tollerare questa diffusa impunità, e servono provvedimenti urgenti ed efficaci!”, conclude il leader del primo Sindacato dei Baschi Azzurri, che si appella ai vertici del DAP affinché creino le condizioni “per ristabilire ordine e sicurezza, attuando davvero quella tolleranza zero verso quei detenuti violenti che, anche in carcere, sono convinti di poter continuare a delinquere nella impunità assoluta!”. 
(Foto: Massimo Zarrucco – Ufficio stampa della PAT)

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